Sogno o son desto?

Immaginatevi di fare un viaggio per esempio…per esempio dall’Italia in Giappone. Immaginatevi di farlo in classe economica e di non riuscire a chiudere occhio perché magari è il primo viaggio in Giappone o perché avete avuto la fortuna di fare il viaggio con una simpatica canaglia (tradotto: bambino) che strilla ed urla per tutto l’aereo (ma lui non ha colpa, la colpa è dei genitori ovviamente), oppure tutt’e due entusiasmo e canaglia. Immaginatevi di arrivare all’aeroporto dopo sedici ore di viaggio più due di scalo più una di collegamento aeroporto-metropoli. Immaginatevi di esservi convinti che la scelta migliore sia di combattere il jet lag e per questo avete deciso di non dormire fino alla sera e di catapultarvi in giro per il centro città tanto per distrarsi un po’ e cercare di arrivare a sera. Immaginatevi, infine, che per rifocillarvi un po’ decidiate, voi e consorte, di imbucarvi nel primo sushi-bar che trovate per cenare. Quando poi lì vi si presenta una scena come questa..il dubbio sorge spontaneo…sogno o son desto?

Tra i molti modi di bere sake giapponese questo è sicuramente quello più scenografico. Ad essere precisi, qui nel filmato si vede una interpretazione…più “moderna” e più “quotidiana”,in quanto il bicchiere di vetro non è dentro ad un masu, bensì dentro ad una coppetta di ceramica. Comunque, questo modo di servire il sake viene detto mazusake e simboleggia abbondanza quasi come dire: te ne do fino a che la tua misura sarà colma e traboccante! ed è segno di buon augurio. In origine, il masu veniva usato nel commercio come misura per il riso nel Medioevo. Il tradizionale bicchiere è fatto di legno di cipresso giapponese (hinoki…si proprio hinoki, come il famoso lottatore di wrestling!) e viene utilizzato ancor oggi nei matrimoni o in cerimonie importanti per servire il sake. Il legno del cipresso ed il sake  si scambiano aromi ed odori creando una simbiosi dai risultati interessanti sia per il bouquet che per il palato, cosa che ovviamente non accade nei più eleganti masu laccati (rosso all’interno e neri fuori) e tantomeno in quelli simili di plastica. Segno di abbondanza per chi serve il sake ed augurio di buona sorte per chi lo riceve…quindi Kanpai!…

Se qualcuno fosse interessato ad approfondire:

http://www.ohashiryoki.com/products/traditional/index.html.

P.s.

Alla fine ricordatevi di bere anche il sake che è fuoriuscito versandolo nel bicchiere, e allora capirete…

 

 

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