.GRAZIE.

Presentazione della Selezione 2017 dei sake artigianali importati da Firenze Sake presso il Circolo Culturale Teatro del Sale. Con la partecipazione del critico e giornalista enogastronomico Aldo Fiordelli ed il supporto tecnico-logistico-culturale di Fabio Picchi. Momenti di mecenatismo a Firenze.

NA2A3353

NA2A3594NA2A3388NA2A3415NA2A3460NA2A3588NA2A3613

 

La notte del 20 Luglio ore 20. Sopra i tetti di Firenze.

Cosa ci aspetta il 20 Luglio?

Champagne, vini e…Sake giapponesi, solo da piccole cantine ed importati in esclusiva.

Quali sake? 

Yoshida Shuzo, una cantina della Prefettura di Fukui.

Yoshida è il nome della cantina. Hakuryu – con la “h” aspirata – il nome commerciale del suo sake. Il Drago Bianco è l’emblema che veleggia sulle bottiglie. Fondata nel 1792 rimane da allora il punto di riferimento per la produzione locale sia del riso che del sake da cui si produce. Un riso solo per il sake.

“Un sake di corpo…noi vogliamo che il nostro sake sia riconoscibile e ritrovi il suo tratto caratteristico nell’essere corposo” con queste parole la proprietaria che guida la cantina mi presentava il frutto del lavoro dei suoi dieci operai.

“Da tre secoli produciamo un sake che ha un’anima forte non nei gradi alcolici quanto nei sapori, un sake corposo e che imprime un ricordo…nessun compromesso, solo un’idea: la neve che si scioglie imprime una forza al fiume che scende dalla montagna. Il riso che coltiviamo trae forza da questa terra. Questa unione compone il nostro sake da più di duecento anni”.

Tomita Brewery, dal centro del Giappone la nostra cantina più antica.

schichihonyari-2

Tomita Brewery

Fondata nel 1542, la potete trovare in alcuni dei migliori ristoranti di Firenze. I suoi sake non aspettano altro che combinarsi con i piatti nostrani. Dolci, carne o pesce arrosto… a voi la scelta!

Sette giovani capitanati da un Toji che di esperienza ne ha e la dimostra in ogni momento sono il risultato di una scelta di vita: fare il sake come si faceva una volta. Non è una cantina, è una macchina nel tempo.

Vi aspettiamo Giovedì 20 Luglio alla Terrazza Brunelleschi (Hotel Baglioni) per una “spensierata” parlando del sake artigianale e delle sue evoluzioni…le domande saranno bene accette!

 

schichihonyaribn30

Tomita Brewery. Logo.

 

Print

Sopra i tetti rossi di Firenze. Sake Tasting.

Print

Nuovo appuntamento e nuova opportunità per poter assaggiare i nostri sake artigianali.

Se siete ristoratori, cuochi stellati o genuini amanti del sake giapponese, non vi resta che partecipare alla serata organizzata in cima all’Hotel Baglioni sopra i tetti rossi di Firenze.

Una bevanda rinfrescante per l’estate 2017?

Il sakè di qualità Ginjo (con la G dura di Ganzo) promette di far furore. Dal sapore fruttato e morbida texture accontenta sia chi si è stancato dei “soliti” sia chi sta ricercando una bevanda più raffinata di cui innamorarsi. Il Ginjo servito nei calici da vino permette di apprezzarne anche la dolce e fruttata parte aromatica..d’altronde, anche il naso vuole la sua parte del resto. Il Ginjo leggermente fresco o anche freddo è una scoperta che dura per tutta la bevuta. E del sakè parlerete, nel bene e nel male, finché nel vostro bicchiere non ne sarà rimasto che il ricordo. Questa è la magia dell’estate in…sake!

mesui-no-kura

Per chi ama avventurarsi, potremo andare oltre e suggerire alcuni semplici cocktails, come il Sake Highball ed il Sake Tonic, che con la sola aggiunta di soda oppure acqua tonica potrebbero essere la sorpresa per freschi aperitivi per creare l’occasione per parlare di viaggi futuri, magari verso il Giappone.

schichihonyaribn30

Tomita Brewery. Logo.

L’abbinamento estivo per un sake Ginjo? In Italia il sake gioca fuori casa con la disinvoltura di una testa di serie: piace vincere facile. E allora? Et voila’ : spaghetti alla bottarga piuttosto che allo scoglio, baccalà mantecato o fritto, salmone, caprese e formaggi freschi, cozze e molluschi, sono solo alcuni dei piatti che potremo abbinare al nostro Ginjo.

JunmaiGinjo Yoshida

Hakuryu Junmai Ginjo

Logo Yoshida

Nella serata proporremo un tasting di due sake. Un Junnmai Ginjo della Prefettura di Fukui dalla cantina Yoshida Shuzo con la bottiglia blue spirit e sulla cui etichetta veleggia stilizzato un Drago Bianco. Ed un Junmai Ginjo della Tomita Brewery dalla Prefettura di Shiga, cantina fondata nel 1542 e che è, ad oggi, la quinta cantina più antica del Giappone. Due prodotti uguali nel genere – sono tutte e due Junmai Ginjo – molto diversi nei sapori in quanto fermentati di tipi diversi di riso eppure con un loro comune denominatore nel corpo: sinuoso ed elegante da abbinare con il cibo.

Kanpai!

3868_finaleshichihonyari-junmai

Regalo di Natale?…..Sake Giapponese, of course!

E che altro?

quattro cantine

Okamura shuzo, Arimitsu shuzo, Tomita shuzo e Mikunihare shuzo. Le cantine importate da Firenze Sake.

Si avvicina il Natale e vi sto incontrando alla spicciola un po’ tutti, cari amici del nihonshu. Nelle mie peregrinazioni notturne, a giro per Firenze per fare assaggiare i “nostri” sake giapponesi ho incontrato molte persone con le quali abbiamo condiviso piccoli spazi e dialoghi sul sake giapponese. Ebbene è giunta l’ora di ringraziarvi per l’attenzione con la speranza di incontrarvi di nuovo con nuove domande sul sake giapponese. E scusatemi se, lasciandomi prendere dall’entusiasmo nel presentarvi il sake giapponese, ho riempito qualche minuto di… sake giapponese!!

Bene, detto questo, domani sera (Martedì 1 dicembre ore 19.00) al Dolce Vita saremo presenti con i nostri prodotti sia in vendita che in miscelazione sotto l’abile e attenta guida di Maurizio Pfrimmer..in fondo il Natale si sta avvicinando… e volgiamo creare l’occasione, per tutti coloro che me lo hanno chiesto, di incontrarsi di nuovo e farsi o, meglio, fare un regalo originale ed elegante. Regalare una bottiglia di sake giapponese o portarla con sé al cenone di Natale, è di buon auspicio per la tavolata e apre nuovi orizzonti in abbinamenti ed incontri.

Kanpai!

Natale8517

 

Salsa di Yuzu

Yuzu

Yuzu ovvero il limone giapponese. Due anni fa alcuni nostri amici ci hanno portato a cena in un ristorante di Osaka. Posso vedere i miei amici che abitano in Giappone una sola volta all’anno e quindi loro mi portano sempre in posti molto interessanti. Poi facciamo un simpatico casino e facciamo conoscenza con tutti quelli che sono nel locale.  Fa parte dell’ospitalità giapponese: mangiare bene e bere bene (nihonshu). Bellissimo, non mi stancherò mai di uscire con i miei amici di Osaka. Ma torniamo alla salsa di yuzu. Questa salsa non l’avevo mai assaggiata nei precedenti viaggi. Ma sul pollo e sulle altri carni che abbiamo mangiato, stava proprio bene….dieci e lode!! Mi spiegarono che era una salsa ottenuta dal limone giapponese (yuzu appunto) e  una specie di peperoncino verde. Perché mi ha colpito? Bè innanzitutto è piccante …è piccante e non è il molto famoso wasabi di cui io vado pazzo… era un altro tipo di piccante..Eppoi si sposava benissimo con il pollo e la carne.. e ancora ne potevi mettere tanto o poco perché la salsa era a tua disposizione sul tavolo. Il padrone del locale – siccome mi vedeva interessato – mi regalò la salsa che avevamo usato durante la cena come condimento (ospitalità). La salsa di Yuzu.  L’ho portata in Italia tenendola come un diamante…gelosamente…!!!

yuzu1103

.Padrone dello yakitori.

Salsa di yuzu a casa mia

Salsa di yuzu a casa mia

Attenti!

Osaka.

Osaka.

Una delle prime cose che mi ha colpito quando sono arrivato in Giappone sono stati i suoni ed i cartelli. Come ho già detto, non conoscevo una parola di giapponese…nihongo ga zen zen wakarimasendeshita (si dice così?)… e quindi la mia attenzione veniva catturata dalle uniche immagini che poteva comprendere… o cercare di comprendere. I cartelli in Giappone spiegano tutto e ti fanno vedere anche delle situazioni che non penseresti mai ti potrebbero capitare. Ad esempio: come ti devi comportare se ti trovi sulle scale mobili?  E   se ti cade il cappello sui binari? e se ti porti dietro un trolley? e se ti devi togliere le scarpe? e questo dove lo butto?

Ci sono poi i suoni che vengono diffusi nella metropolitana per segnalare l’arrivo del treno. E’ una specie di ritornello che cambia da città a città (a Osaka e differente da Fukuoka e così via) e ti dice che il treno sta per arrivare. E’ un po come dire: ce la fai a prendere questo treno oppure aspetti il prossimo ?…Appena sentivo la canzoncina io cominciavo a correre verso il binario. Spesso mi è capitato di trovarmi a fare il biglietto e….  ZAC! scattava la canzoncina  e allora dovevo correre per prendere la metro..sembravo un velocista, su per le scale di corsa veloce per acchiappare il treno. Non ho mai perso un treno.!. Non c’è che dire mi sono fatto le mie belle corse in Giappone eheh!!

Altra canzoncina molto popolare è quella del distributore del cherosene che gira per il quartiere per attirare l’ attenzione di potenziali clienti. Mi ricordo che la mattina ad Osaka girava questo furgoncino che diffondeva questa musica ed i clienti scendevano in strada per rifornirsi.

Sia i cartelli che i suoni fanno parte della quotidianità della vita in Giappone. Ma mentre questi suoni non ve li posso far sentire, le foto sì quelle ve le posso far vedere…

Trolley

Trolley

Metropolitana

Metropolitana

 

Scarpe

Scarpe

Attenti.

Attenti.