Marzo 2018! Eventi in….. Sake!!

 

Il sake non e’ solo una bevanda. Il Sake e’ una cultura con la sua storia, un’alternativa – che aria di libertà! – ed un fenomeno complesso in continua evoluzione!

E’ con questa consapevolezza che creiamo gli eventi a Firenze per poter promuovere una corretta conoscenza di una storia tutta da scoprire. Anzi, cerchiamo di andare oltre e  di proporre abbinamenti e miscelazioni dal sapore internazionale per non rimanere ancorati ai  – pur sempre affascinanti e legittimi – romanticismi e per dare libero campo a chefs e bartenders in un crescendo di creatività.

Il sake non è solo una bevanda, è una cultura in progresso.

E allora ecco a Marzo due eventi molto diversi tra loro dove presenzieremo e presenteremo i nostri sake artigianali.

2018. 9 Marzo. One Night Sake!

 

Dalle ore 18.30 saremo per gli eventi Fuori di Taste al nuovo ristorante One Night in Bejing in Porta al Prato, dove potrete gustare due sake della cantina Yoshida della Prefettura di Fukui. Avremo l’occasione di degustarli al calice o nelle abili miscelazioni architettate dai bartenders Fabio Graffi e Lapo Guarducci.

I sake della Yoshida sono facili a riconoscere con quel bel drago bianco che si staglia sulla bottiglia bluette  l’Hakuryu (con l’acca aspirata come piace a noi toscani) Junmai Ginjo ci dona un bel corpo ricco di frutti e toni floreali.  Se invece vi piacciono toni più’ secchi e decisi troverete l’oramai famoso K9 con etichetta nera su bottiglia ambrata. Insomma ce ne sara’ per tutti i gusti!

One Night Sake

2018. 11 Marzo. Kawaii.

Chi l’ha detto che il sake lo si debba bere solo in abbinamento con il sushi?

Se vi sentite pronti a mettervi in gioco o se siete curiosi di provare un sake artigianale in food pairing con una selezione di affettati toscani, venite all’evento organizzato dallo storico ristorante giapponese Monoyama nella sua recente creazione: il fornitissimo sake bar Kawaii.

Potrete degustare un sake che proviene da una delle cantine più antiche del Giappone, la Tomita, che presenteremo nella sua declinazione di un Junmai Ginjo, elegante ed anticonvezionale, molto rock! Shichihonyari Junmai Ginjo. Con le sue sette lance stilizzate sull’etichetta (e sul tappo) questo sake artigianale proviene dalla storia del Giappone, da provare.

2018. 26 Marzo. Corso di primo livello WSET per conoscere il sake ed i suoi metodi di produzione.

Siamo oramai arrivati agli ultimi giorni e agli ultimi posti per potersi iscrivere al corso che si terra’ a Firenze.

Sara’ l’occasione per una full immersion nel mondo del sake con l’aiuto di chi le cantine giapponesi le ha visitate e porta’ quindi guidare nell’esplorare un mondo tutto da scoprire.

E se vi piace avere la possibilità di provare nuovi (e introvabili per l’Italia) sake… le sorprese non mancheranno…

.Qui per iscriversi.

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Joyo Shuzo Ltd.: originalità e bellezza.

La Joyo Shuzo Ltd. al Florence Wine Event 18-19 novembre.

Joyo Shuzo

La cantina Joyo Shuzo Ltd., fondata nel 1895, si trova nella parte sud della prefettura di Kyoto e vanta una produzione di circa novantamila litri di sake. Circa centoventimila bottiglie all’anno, per intenderci. Una piccola produzione quindi, che lavora con le materie prime locali e le proprie forze, senza compromessi. L’acqua di sorgente proviene dal pozzo che si trova al centro della cantina e da lì viene portata nelle tank dove il riso fermenta. Il riso utilizzato è solo riso da sake e proviene solo da coltivazioni locali. Dalla mattina alla sera e, qualche volta, anche la notte, gli operai lavorano da Ottobre fino a Marzo per far fermentare il riso con in mente un solo motto: bellezza ed originalità… la nostra sensibilità ed esperienza servirà a creare bellezza ed originalità nei nostri sake!

FirenzeSake selezione Kyoto 2017 intestazione

Qui abbiamo selezionato due sake, belli ed originali appunto. Il primo è un Junmaishu in cui il riso è stato raffinato fino al 65%. Che riso? Gohyakumangoku. Si tratta di un riso molto famoso in Giappone per i sentori tipici in acidità, un buon corpo ed un finale corto. Anche se in realtà è originario della prefettura di Niigata, ad oggi molti produttori lo utilizzano scoprendo terroir differenti a seconda della zona. “E questo” come ci dice il proprietario della cantina ” è 100% Gohyakumangoku di Kyoto!”. La degustazione è consigliata…anche in abbinamento con cruditè, pesce azzurro e verdure fresche.

Accanto troverete una piccola perla. Anche qui siamo difronte ad un Junmaishu con un grado di raffinazione importante: 60%. Non è un caso che il suo nome completo sia Joyo Tokubetsu (Special) Junmaishu. E ancora una volta è il riso, Iwai, che ci ha colpito nella selezione.  Un riso raro da trovare tra i sake importati in Italia. Coltivazione nativa – questa sì – della prefettura di Kyoto, era stata abbandonata nel 1946 e solo negli ultimi decenni è stato possibile ripiantarlo grazie all’Università di Kyoto.  Che dire ancora? Iwai significa “celebrazione” o “invito a celebrare” e a noi, aspettando il Florence Wine Event, suona un po’ come un invito alla degustazione! … continua

Joyo Junmai e Tokubetsu Junmai

BARMAN & SAKE COCKTAIL.

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YUJO by Sacha Mecocci.

Riceviamo e volentieri proponiamo qui la recensione di uno dei più esperti, giovani, entusiasti Barman di Firenze, Sacha Mecocci – Cafè de Paris – che ha accettato di cimentarsi in una prova creativa con il sake. Sì perché cimentarsi con il sake è diventato sempre di più una prova di abilità e di creatività. Il sake solleva, per così dire, questioni delicate in ogni cocktails in cui viene miscelato.

Non è un segreto che la delicatezza che caratterizza questo fermentato giapponese possa rischiare di essere sopraffatta nella miscelazione dai forti sapori ed aromi degli altri ingredienti, lasciando il sake solo nella lista degli ingredienti del menu e relegandolo a mera suggestione di estremo oriente. Questo è il punto cruciale dei cocktails con il sake: riuscire a creare un equilibrio tra le sfumature eleganti, le note fruttate o di riso (dipende dal tipo di sake), con gli altri ingredienti in miscelazione. Equilibrio più che contrapposizione tra le diverse componenti di un cocktail perché nella natura del sake esiste l’ordine non la crisi.

E che dire dei Ginjo?  Nel morbido assaporar dei ginjo esiste una eleganza che esalta, come in una narrativa cristallina con gli altri elementi miscelati, una primaverile freschezza floreale  ed un raffinato fruttato. Creare un equilibrio che preservi queste delicatezze è il compito più difficile attraverso il quale passa il rispetto nei confronti di un fermentato, il sake, che da poco si è affacciato nel mondo della miscelazione.

 

YUJO by Sacha Mecocci

Dunque, quella che segue sono annotazioni tratte da una degustazione dell’Iwase Jumai Daiginjo della Prefettura di Toyama. Come consigliato, in un primo assaggio non ho provato il prodotto a temperatura ambiente, solo freddo.

Temperatura 4°circa

A naso la ricchezza di profumi colpisce subito. Si avvertono bene i sentori di riso accompagnati da una gradevole nota floreale. Assaggiandolo si avverte subito la buona corposità che riesce a far si che questo sakè avvolga la bocca con morbidezza.

Al palato si sentono chiaramente il riso ed i lieviti. I sapori escono chiaramente lasciando un gradevole retrogusto delicato quasi vanigliato. La giusta acidità lascia pulito il palato ed i 16 gradi alcolici non si avvertono.

Nel complesso un sakè che mi ha ricordato molto alcuni vini bianchi a cui siamo abituati. La corposità decisa e le note fruttate fanno si che questo sakè goda di una persistenza molto lunga ed invita sicuramente ad un altro sorso.

Miscelazione

Chiaramente, come ho già fatto altre volte, non ho potuto rinunciare a sottoporre anche questo sake alla prova di miscelazione!

Date le caratteristiche di corposità e presenza dei profumi, ho deciso di miscelare questo Junmai Daiginjo con del jenever invecchiato 12 anni e del calvados. Durante la degustazione del prodotto liscio, ho pensato a questi due prodotti…

Assaggiando i singoli prodotti ho pensato: cosa accadrebbe se li servissi caldi?

Detto – fatto!

Nasce il “Yujo” (amicizia)

La ricetta si compone di:

50ml Junmai Daiginjo

15ml Oud Graanjenever 12 jaar oud

20ml Fine Calvados

Gli ingredienti vengono miscelati senza ghiaccio, riscaldati a bagno maria e diluiti con 50ml di acqua.

Appena caldi, vengono versati in una teiera. La miscela potrà essere aromatizzata a piacimento con fiori o spezie. Ho provato con della malva ed ho ottenuto un gradevole risultato.

Il drink verrà servito in tradizionali tazze da tè giapponesi.

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YUJO by Sacha Mecocci.

Sake utilizzato: IWASE JUNMAI DAIGINJO.

FirenzeSake: il sake come alternativa.

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Importare sake giapponese vuol dire prima di tutto far comprendere che si parla di un prodotto risultante dalla storia ed intriso nella cultura nipponica. Mai solo una bevanda, bensì un simbolo frutto di secoli e di evoluzioni che talvolta hanno precorso i tempi moderni: basti pensare alla pastorizzazione utilizzata ancor prima che il dottor Louis Pasteur ne enunciasse i principi ed il metodo, solo per fare un esempio.

Avere a che fare con il sake significa comprendere che si sta gestendo un epifenomeno antropologico e culturale complesso o, se vogliamo, una complessa struttura culturale i cui elementi sono dati dalla letteratura, dalla storia, dalla tradizione sacra e profana e, di certo, dall’agricoltura.

Si è appena conclusa una settimana intensa sia dal punto di vista umano che da quello professionale. Una settimana in cui il pubblico toscano ha avuto la possibilità di confrontarsi con un produttore di sake giapponese e con un autentico Maestro Sake Sommelier.

E’ chiaro che, dato l’argomento, il pubblico che ci aspettiamo in queste occasioni è quello attento, curioso, divertito ed interessato dall’idea di poter allargare i propri orizzonti con un’esperienza sensoriale diversa.

E’ proprio questo che ci prefiggiamo: poter offrire nei nostri eventi una esperienza alternativa, un gusto diverso. Senza, per carità, avere la pretesa di esaurire in poche ore quello che è l’universo di nozioni ed informazioni che compongono il “sistema sake”. Quanto piuttosto con l’intenzione di rendere consapevoli e sollecitare nuove note di gusto nei sensi degli astanti. Una esperienza alternativa, non esaustiva. In effetti, si dovrebbe parlare non tanto di gusto del sake quanto di gusti del sake. Tanti gusti quante sono le produzioni delle cantine giapponesi, tutte diverse, tutte con una loro peculiarità e storia di vita vissuta.

Ecco questo è lo scopo e lo si realizza importando sake giapponese ed organizzando questi momenti di avvicinamento ad un mondo altrimenti sconosciuto e distante ( e talvolta – spesso!- distorto nell’immaginario collettivo) rispetto alla realtà delle cose vere.

Qui sotto riproponiamo alcuni momenti salienti della degustazione di sake sotto la guida del Maestro Itakura presso la sede AIS – delegazione di Pistoia con la collaborazione dell’Accademia dei Vini.

Foto di Marco Triarico

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Secondo Appuntamento della Settimana In….Sake!

Che cos’è il sake?

Cosa mi hanno fatto bere finora spacciandolo per sake ?

Il sake va bevuto caldo….anzi no, freddo…oppure ?

Il sake è troppo forte..è un distillato….credo…vero?..si può sapere quanti gradi ha?…

Insomma si può sapere cosa diavolo è questo sake?

Ebbene sì, siamo alle porte coi sassi rispetto al primo appuntamento che ci vedrà presenti Sabato 22 ottobre dalle 17.30 all’Enoteca Alessi dove passeremo in rassegna i sake della Arimitsu Brewery di Kochi in compagnia del produttore venuto appositamente per presentarvi il lavoro che da cinque generazioni sta portando avanti con dedizione nel rispetto di qualità e tradizione.

 

Ed insaziabili continuiamo ad organizzare eventi sul sake nel centro storico fiorentino…

COCKTAILS IN SAKE: Abbiamo infatti in cantiere un altro prossimo evento aperto al pubblico in cui fare incontrare il sake con il mondo della mixology…grazie al contributo determinante dello SHAKER CLUB…..the location is secret….very very secret….la partecipazione è gradita….info@firenzesake.com…….

Firenze in……. Sake!

Ok…Ci siamo….State pronti……E…. Via!

Tre appuntamenti dedicati ai cultori, agli appassionati o ai semplici curiosi del sake giapponese.

 

 

akitoraQuesta Settimana In….. Sake entrerà nel vivo a partire da sabato 22 ottobre con il primo appuntamento con il produttore Arimitsu, padre del sake AKITORA, alla prestigiosa Enoteca Alessi per presentare i suoi prodotti artigianali e spiegare a noi tutti come si fa a creare il mitico sake giapponese!

Sarà una degustazione gratuita accompagnata dalla storia ed aneddoti su questa bevanda millenaria che ha già conquistato il favore del pubblico londinese e parigino.

Evento dedicato a tutti coloro che sono alla ricerca di una strada nuova nel coniugare le diverse tradizioni e di tutti coloro che sono alla ricerca di nuovi spunti creativi. E, aggiungerei con un po’ di malizia, a tutti coloro che sono curiosi! In fondo…la curiosità è il sale della vita!

L’evento si svolgerà presso la storica Enoteca Alessi in Via delle Oche, 27/red a Firenze, sabato 22 ottobre dalle 17.30 fino all 19.30.

 

FirenzeSake al Milano Sake Festival! (parte seconda)

 

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Eccoci di ritorno dal Milano Sake Fesival dove abbiamo potuto incontrare gli importatori, i distributori ed i produttori di questa meravigliosa e poliedrica bevanda giapponese.

C’eravamo tutti: i principali importatori diretti dal Giappone; alcuni tra i più importanti distributori che presentavano le loro selezioni di sake; ed anche numerosi produttori venuti appositamente dall’estremo oriente per presentare i loro prodotti al pubblico italiano. Il pubblico con il suo entusiasmo è stato il protagonista di questa terza edizione. Discreta è stata l’affluenza delle persone in tutte e due le giornate. Dai semplici curiosi ai sake lovers, dagli esperti sommelier ai ristoratori, tutti hanno avuto più occasioni per avere le risposte giuste su come si produca il sake oltre che poterne assaggiare le varietà e confrontare i diversi gusti.

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 Se il nostro motto è di fare bere i nostri sake artigianali come se fossimo in Giappone, non potevamo esimerci dal far assaggiare alcuni tra “i nostri” e raccogliere le prime impressioni  …… Il Milano Sake Festival ci ha offerto l’opportunità di farci conoscere e di conoscere chi si è soffermato al nostro stand divertendosi, credo, ad approfondire la propria personale esperienza intorno al sake giapponese. E allora vorrei ringraziare tutti coloro che si sono prestati a giocare e condividere un po’ di sano entusiasmo in nome e nello spirito del sake giapponese.

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Primo Ottobre: Sake Day a Firenze!

 

“Orsù rompiamo gli indugi!

Orsù andiamo a brindare!”

Nel mondo intero si è soliti festeggiare il Sake Day il primo giorno di ottobre fin dal 1978. In Giappone il Sake Day coincide simbolicamente con l’inizio della nuova produzione della storica bevanda fermentata dal riso.

“Simbolicamente” perché in realtà sappiamo che “i nostri” sono già a lavoro da Agosto per organizzare il timing delle diverse fasi della prossima produzione e per tener d’occhio la qualità e la crescita del riso che nelle piantagioni sta ultimando il suo ciclo vitale ed arrivando a maturazione.

“Simbolicamente” perché, così come capita per il vino, a seconda della longitudine, latitudine, esposizione.. insomma a seconda del luogo, varia il momento reale di inizio di produzione: il clima, anzi il microclima, ha la sua predominanza.

E’ dal mese di Settembre che le cantine sono intente a rifare il controllo di tutta l’attrezzatura e degli strumenti che sono gli ingranaggi essenziali dei tempi della produzione. Ed è in questo momento che si mette la massima attenzione alla meticolosa e puntigliosa pulizia di tutti gli ambienti che comporranno nel loro insieme un unico palcoscenico dove si ripeterà anche quest’anno, per un intero semestre, l’opera del sake.

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Il Sake Day viene festeggiato in tutto il mondo come momento per augurare e augurarsi che gli eventi futuri – la nuova produzione e non solo –  vadano ad maiora.

Quale migliore occasione quindi per innalzare ed intonare un fragoroso Kanpai!

E quest’anno anche noi daremo il nostro contributo in collaborazione con Sake on the Table e VINOUTLET.

Sarà l’occasione per incontrare alcuni sake artigianali in degustazione accompagnati dalle prelibate pietanze preparate dalla chef Mirai Tsuda presso la libreria TODO MODO, in Via Dei Fossi 15 rosso, Firenze. Dalle ore 19.oo alle 21. € 10.

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Natura in Sake

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Lago Santo

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Lago Santo

Troppo spesso nelle presentazioni dei Premium sake si trascura di sottolineare come siano  prodotti privi di conservanti, additivi, o (de)coloranti. Invero, quando si parla dei junmai, categoria che individua quattro tipi di sake, ci si riferisce a dei Premium sake che altro non contengono se non acqua, riso, riso koji e lieviti.

Consideriamo ora il fatto che, durante la coltivazione, il riso per il sake venga trattato per preservare il raccolto con un rapporto di 3 a 5 rispetto a quanto venga fatto per il riso da tavola. A ciò si aggiunga che il chicco di riso, nel ciclo di produzione del sake, viene raffinato nella fase preparatoria al ciclo di produzione e quindi alla fermentazione. Ed è in questa vera e propria raffinazione che il riso viene spogliato degli strati superficiali dove sono presenti proteine, lipidi ed eventuali residui di lavorazioni precedenti. Dopodichè viene lavato, ammollato e cotto a vapore. E’ chiaro quindi che bisogna intendersi sul concetto di biologico e se lo stesso basti riferirlo solo alla fase della coltivazione piuttosto che a quella della lavorazione. O ad entrambe. Ci riserviamo di approfondire in altra occasione con compiutezza di dati ed in sede più congeniale.

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Wa Nama Jukusei – Sake fresco non pastorizzato. Sekiya Brewery.

D’altro canto è senz’altro vero che, a partire  dalle ultime decadi del millennio scorso, si è assistito ad una crescita di sensibilità ed attenzione anche da parte dei produttori di sake rispetto alle risorse naturali coinvolte nel ciclo produttivo a cominciare proprio dall’elemento principale: il riso.

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Sanda Ichi Junmai – Okamura Shuzo.

Ricordo di essere stato ospite di un produttore di sake, il quale ci disse che quando aveva cominciato a produrre il sake -quarant’anni prima- la sua prima preoccupazione si era rivolta ai terreni dove veniva coltivato il riso e a fare in modo che tutto rimanesse all’interno di un equilibrio naturale. La sua ricerca lo portò a preparare lui stesso un concime a base di pesce, in modo tale da cedere al terreno tutti i nutrimenti di cui c’era bisogno per coltivare il riso da sake in modo del tutto naturale. “Mi ricordo le prime volte che utilizzavamo il nostro concime naturale…l’odore non era certo quello ci si aspettava di trovare nei campi… insomma non era certo profumo!!” e scoppiò a ridere e noi con lui.

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I nostri Premium Sake si distinguono anche per questa cura ed attenzione ai particolari: dal seme al chicco. E qui, il chicco di riso che arriva alla fermentazione se non è biologico, è di certo naturale.

E allora se natura chiama natura ecco che non potevamo esimerci dal portare con noi i Premium Sake ad incontrare la Natura Tosco-Emiliana. Dalle pianure  giapponesi agli Appennini italiani, su fino a 1991 metri di altezza.

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Sanda Ichi Junmai – Okamura Shuzo

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Sanda Ichi Junmai- Okamura shuzo