Cocktail Sake – La Scuola fiorentina

Nella calda estate del 2015, nel capoluogo toscano, un gruppo di bartenders furono i precursori di quella che in questi anni si è andata a consolidare come una scuola naturale sul sakè nella miscelazione. Veniva tracciata la prima strada fiorentina verso la scoperta del sakè giapponese nella mixology, creando il primo evento del genere in Italia. Si parlava e ci si confrontava sui metodi di produzione di questa bevanda tradizionale, su quali fossero le differenze tra i sake e quali potessero essere le loro diverse potenzialità nella miscelazione. Luca Picchi, Sacha Mecocci, Daniele Cancellara, Julian Biondi e Manuel Petretto, solo per citare alcuni dei nomi dei professionisti di Firenze che presero parte a questa prima iniziativa, dimostrarono grande sensibilità ed apertura intellettuale. Quell’evento rappresentò una occasione eccezionale. Dopo che Giovanni Municchi ci ebbe edotto sulla produzione, il pubblico sperimentò quali varianti di gusto potessero svilupparsi con il sake miscelato con altri alcolici, distillati od infusi home made.

Dal 2015 ad oggi, il sake sta trovando la sua giusta collocazione non solo come bevanda in sintonia con la cucina italiana e con le sue materie prime, ma anche come momento creativo per i bartenders fiorentini. Il fermentato nipponico nella miscelazione riempie il calice o la coppa di suggestioni orientali e si armonizza insieme con distillati europei o nostrani. In effetti, il sake può contare su un estro tutto suo e concede uno spunto per scoprire nuovi confini ancora poco esplorati.

Fatti e storie raccontano di come anno dopo anno una scuola fiorentina di miscelazione del sake si sia radicata in modo spontaneo, non ufficiale. Quasi una scuola segreta. Dal 2015 mai lo stesso sake è stato miscelato nello stesso modo. Varianti di tecniche e di sfumature di sake cocktails hanno popolato i migliori cocktail bar di Firenze. I professionisti della miscelazione fiorentina si sono appassionati e, con fare quasi zen, si sono messi in gioco con un fermentato antico quanto nuovo per il loro know how.

In questi anni il sake è apparso sulla scena fiorentina qualche volta in modo fugace ed episodico per eventi enogastronomici che ben si armonizzavano a celebrare questo connubio italo nipponico. Per tutti valgano il cocktail Hasu Oranji di Daniele Cancellara per la Florence Cocktail Week del 2016 ed il K9 Old Fashion di Fabio Graffi e Lapo Guarducci nel Fuori di Taste 2018.

Altre volte, e sempre più spesso, il fermentato giapponese ha trovato spazio definitivo nei menù come ingrediente per suggestionare e creare una ventata di respiro orientale ed internazionale. E allora, proseguendo in ordine cronologico, come non citare Maurizio Pfrimmer, Emanuele Manzoni e Niccolò Pedreschi dove al (fu) Dolce Vita creavano nippo-cocktails retro futuristi dal sapore novecentesco od estivo rinfrescanti. Per arrivare ai giorni nostri dove ritroviamo Daniele Cancellara che al Rasputin propone cocktails in cui del sake in miscelazione si esalta il fascino erudito, proponendone una interpretazione letteraria e jazz. Stessa ricerca e stessa energia che dal 2015 continua ad appassionare Sacha Mecocci, bartender del Fusion Bar, che della miscelazione del sakè ha intrapreso uno studio con metodo filologico che lo ha portato ad essere un determinato praticante e non solo un asceta divulgatore. Al Rasputin o al Fusion Bar, si trovano nei menù raffinati cocktails creati con sake artigianali: cocktails con una propria particolare presentazione e con una storia da ascoltare e, soprattutto, da raccontare.

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Ed è sulla spinta di questa onda che il sakè ha trovato accoglienza anche al Four Season di Firenze. Nella cocktail list, dal titolo evocativo “La Sfida”, da dicembre del 2018 si trova un cocktail ideato da Edoardo Sandri in cui il sake viene servito in…vespa, quasi a voler dare conferma del suo carattere originale, libero e moderno. Ed il Four Season non si ferma e sono già in cantiere ulteriori novità. Il barman Karem Pasqualetti, fresco di diploma WSET sul sakè, promette un rilancio con interessanti sviluppi con coktails sake pronti ad essere serviti per la calda stagione estiva fiorentina.

Tracce di una scuola fiorentina di miscelazione dei sake si trovano anche nelle giovani leve che si stanno facendo largo a Firenze sviluppando nuovi concept. Primi fra tutti Adrine Briz e Duccio Mazzetti del Kawaii Sake Bar o Lorenzo Pizzorno del Pint Of View dove si possono assaggiare originali aperitivi a base di sakè artigianali. E qui troviamo non già dei precursori quanto delle vere e proprie avanguardie di questa scuola. Un consiglio? Chiedete loro prima un assaggio di sake e fatevi raccontare come si produce e poi, dopo, fatelo miscelare.

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Se, infine, capitate dalle parti della Versilia, una succursale di questa scuola ideale che vede il sake come protagonista è senz’altro ben rappresentata da due nomi: Andrea Silvestri (Soldi, Forte dei Marmi) ed Elisa Zurlini ( Filippo, Pietrasanta). E qui il sake si lascia influenzare dal territorio con ispirazioni marine con risultati tutt’altro che scontati e con l’intenzione dichiarata di voler definire un loro approccio, una visione ed interpretazione del sake in Versilia. Che siano questi i primi passi di una nuova e scoppiettante stagione versiliana? …

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Prossimi appuntamenti…No Sake No Life

Maboroshi no Taki

Mettersi alla prova è sinonimo di Libertà.

Per chi fosse pronto a cimentarsi in una nuova esperienza o per chi volesse scoprire  come si beve il sake giapponese…Solo due consigli…Solo due coordinate per orientarsi nella scoperta.

Il 9 e 10 giugno veniteci a trovare al Caruso Wine Festival dove, accanto produttori locali di vini e prodotti tipici, troverete uno stand attrezzato a farvi degustare i sake artigianali che importiamo…con qualche sorpresa per chi la chiederà (un po’ di suspance ci vuole…)… Vedrete le etichette e ci riconoscerete, gusterete i sake come se foste in Giappone e potrete portarvi a casa le bottiglie che avete preferito.

Se siete di Firenze o ci passate per un divertimento o per lavoro, passate dal Kawaii, unico locale a Firenze dove potrete provare più’ tipi di sake giapponesi nella loro integrità.

In entrambi i casi sarete accompagnati in un percorso da esperti di sake e potrete toccare con mano un mondo nascosto e tutto da scoprire!…divertitevi! state al gioco.. e una volta tanto provate qualcosa di diverso!

Tomita

Shichihonyari Junmai e Junmai Ginjo

 

Arimitsu

Akitora Junmai e Junmai Ginjo

#Save the Date…Sakè @Firenze

Nama Shiboritate

Degustare Sakè – 26 maggio ore 16,00-19,00.

Shiboritate ovvero appena pressato. Nama ovvero crudo, fresco e non pastorizzato. Per capire di che cosa stiamo parlando, sarà bene richiamare alla memoria la differenza che esiste tra l’olio di oliva appena franto e lo stesso olio a distanza di qualche mese. Fragranza intensa, ricchezza di carattere, complessità dei sapori, evoluzione dei sentori, sono solo alcuni dei tratti che vi colpiranno nella degustazione libera che faremo in Via Maggio 15 rosso il 26 maggio a partire dalle ore 16,00 fino alle 19,30. Presso la gioielleria quarant’otto. Dopo la degustazione come promozione di prodotti tipici giapponesi potrete acquistare un numero limitato di bottiglie. Chi vorrà potrà.

Arimitsu

Akitora Junmai e Junmai Ginjo

Cena etnica – 1 giugno ore 20,00.

Una tigre raminga si aggira nel Valdarno. Il 1 giugno troverete la cantina di Arimitsu in degustazione in occasione della cena organizzata presso Villa Il Palagio a Rignano sull’Arno. Sarà l’occasione per comprendere le potenzialità di un vero sake artigianale in abbinamento con squisite pietanze etniche preparate al momento.  Saranno i sake artigianali con i loro gusti a guidarvi nel mondo – questo sconosciuto – di una bevanda millenaria del Sol levante.

Wine & Food Summer Festival – 9 e 10 giugno.

L’accoppiata sake e prodotti tipici locali ha dato finora grandi risultati ed avvicinato un pubblico di tutto rispetto e quindi…Il 9 e 10 giugno saremo presenti al Wine & Food Summer Festival a Villa Caruso a Lastra Signa. Quando vi diciamo che il sake si può degustare pasteggiando oppure con formaggi freschi o stagionati piuttosto che con prosciutti e voi rimanete sorpresi…Ebbene quale miglior banco se non un tasting sul campo?! Un primo passo per unire i veri sake artigianali con i prodotti tipici toscani. Potrete gustare come mai avete fatto finora.

Tomita

Shichihonyari Junmai e Junmai Ginjo

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Cantine di Kyoto: TAKENO BREWERY.

Takeno Logo

Takeno Brewery Logo

Think Free – Japanese Sake

La Takeno Brewery è una delle realtà più interessanti nel mondo del sake contemporaneo. E questo non solo per i prodotti quanto per la sua filosofia. Tra i suoi prodotti spiccano sake in cui è il riso che fa da spartiacque. Nei sake della Takeno Brewey si trovano varietà di riso che sono, a dir poco, rare come il Kameno O, oppure non così comuni come l’Asahi o locali come l’Iwai. Siamo davanti ad una autentica matrioska. Sono tutte varietà diverse di riso il che presuppone una buona relazione con i coltivatori locali che quel riso lo producono per scelta personale e non di mercato. E questo, a sua volta, presuppone una conoscenza della pianta e dei suoi ritmi vitali, aldilà e oltre ogni standard produttivo.  E, una volta raccolti, questi tipi di riso sottintendono un’ottima competenza nella lavorazione in fase di produzione del sake. Ogni riso è diverso dagli altri anche nel mondo della lavorazione e fermentazione del sake. E quindi accorgimenti e attenzioni particolari sono dovuti e devono essere conosciuti in cantina come nei campi a seconda del tipo di riso.

Takeno Logo 2017

Takeno Brewery Logo

Come dice il giovane presidente nel suo, appassionato quanto energico, credo: ” Io voglio sviluppare molti progetti nella mia vita attraverso il sake. Quello che vogliamo produrre qui non è solo un tipo di sake. Credo che il sake giapponese abbia infinite possibilità e credo che possa costituire il primo tassello su cui fondare una atmosfera ricca in cui le persone possano condividere i propri sentimenti. Credo che le persone siano importanti e che il sake aiuti a creare quella atmosfera di condivisione. Mi chiedo spesso quale tipo di sake potrebbe creare un’atmosfera così, vibrante e positiva, nei diversi luoghi del mondo. I contadini mettono il riso nei loro cuori ed io faccio lo stesso mentre tutti i giorni mi preparo a produrre sake e con il pensiero apprezzo la vita in ogni momento ed immagino di incontrare persone di tutto il mondo.  E così sono sicuro che la qualità del sake che produciamo diventerà sempre migliore, giorno dopo giorno.”

“Pensa..Vai libero” mi sembra di ricordare quello che mi diceva un mio vecchio amico mentre insieme parlavamo del futuro e bevevamo sake per stare leggeri e, perché no?, anche un po’ allegri.

FirenzeSake selezione Kyoto 2017 intestazione

Takeno Brewery

Joyo Shuzo Ltd.: originalità e bellezza.

La Joyo Shuzo Ltd. al Florence Wine Event 18-19 novembre.

Joyo Shuzo

La cantina Joyo Shuzo Ltd., fondata nel 1895, si trova nella parte sud della prefettura di Kyoto e vanta una produzione di circa novantamila litri di sake. Circa centoventimila bottiglie all’anno, per intenderci. Una piccola produzione quindi, che lavora con le materie prime locali e le proprie forze, senza compromessi. L’acqua di sorgente proviene dal pozzo che si trova al centro della cantina e da lì viene portata nelle tank dove il riso fermenta. Il riso utilizzato è solo riso da sake e proviene solo da coltivazioni locali. Dalla mattina alla sera e, qualche volta, anche la notte, gli operai lavorano da Ottobre fino a Marzo per far fermentare il riso con in mente un solo motto: bellezza ed originalità… la nostra sensibilità ed esperienza servirà a creare bellezza ed originalità nei nostri sake!

FirenzeSake selezione Kyoto 2017 intestazione

Qui abbiamo selezionato due sake, belli ed originali appunto. Il primo è un Junmaishu in cui il riso è stato raffinato fino al 65%. Che riso? Gohyakumangoku. Si tratta di un riso molto famoso in Giappone per i sentori tipici in acidità, un buon corpo ed un finale corto. Anche se in realtà è originario della prefettura di Niigata, ad oggi molti produttori lo utilizzano scoprendo terroir differenti a seconda della zona. “E questo” come ci dice il proprietario della cantina ” è 100% Gohyakumangoku di Kyoto!”. La degustazione è consigliata…anche in abbinamento con cruditè, pesce azzurro e verdure fresche.

Accanto troverete una piccola perla. Anche qui siamo difronte ad un Junmaishu con un grado di raffinazione importante: 60%. Non è un caso che il suo nome completo sia Joyo Tokubetsu (Special) Junmaishu. E ancora una volta è il riso, Iwai, che ci ha colpito nella selezione.  Un riso raro da trovare tra i sake importati in Italia. Coltivazione nativa – questa sì – della prefettura di Kyoto, era stata abbandonata nel 1946 e solo negli ultimi decenni è stato possibile ripiantarlo grazie all’Università di Kyoto.  Che dire ancora? Iwai significa “celebrazione” o “invito a celebrare” e a noi, aspettando il Florence Wine Event, suona un po’ come un invito alla degustazione! … continua

Joyo Junmai e Tokubetsu Junmai

Tre cantine di Kyoto tutte da scoprire.

FirenzeSake selezione Kyoto 2017

In tempi non sospetti abbiamo scritto: il nihonshu è prima di tutto una ricerca, una scelta di qualità ed un percorso da costruire giorno per giorno.

Ed è in questa prospettiva – e grazie alla sinergia con la Prefettura di Kyoto e del Firenze Kyoto Club –  che abbiamo lavorato per portare al Florence Wine Event , in programma il 18 e 19 Novembre, come special guests, i sake di piccole quanto importanti cantine di Kyoto. Avremo la possibilità di incontrare i sake da tre tipiche cantine che il sake non lo produconolo animano!

Accanto alla selezione delle nostre cantine (Arimitsu BreweryMikunihare Shuzo, Sekya Brewery, Tomita Shuzo, Yoshida Shuzo e Kazuma Shuzo), troveranno il loro giusto spazio le cantine selezionate e provenienti dalla Prefettura di Kyoto ( Takeno Sake Brewing Co. Ltd, Joyo Shuzo e Sasaki Shuzo)  che completeranno la carrellata dei gusti del sake, sì perché i gusti del sake sono innumerevoli e tutti da scoprire: ecco perché continuiamo a ricercare e selezionare!

Prima di passare a presentarvi le cantine un avvertimento: la selezione dei sake dalla Prefettura di Kyoto è avvenuto seguendo un preciso disegno, anzi, cercando i colori che quel disegno andranno a comporre. Abbiamo seguito un fil rouge, forte e potente, che ci permetterà di guidarvi nel mondo tradizionale del sake giapponese. E se verrete al Florence Wine Event vi tramanderò quello che qui rimarrà un segreto

 

FirenzeSake al Milano Sake Festival 2017

firenzesakeMilano Sake Festival 2017

Ci siamo!

Ad una settimana esatta dal Milano Sake Festival dove saremo presenti con una selezione dei nostri sake. Quest’anno assaggerete e, se vi piaceranno, potrete subito acquistare da noi le prelibate bottiglie oppure no? Fate vobis, tempus fugit!

La formula di quest’anno del Festival prevede un Sabato immerso nelle degustazioni ed una Domenica di immersione nelle lezioni con elevato contenuto di qualità. Si va dal Corso di Primo Livello del WSET dove acquisire gli strumenti per orientarsi nell’affascinante mondo del sake (conviene iscriversi prima per ricevere il materiale didattico per prepararsi) al food pairing con il Sake, per continuare con la degustazione dei sake della Prefettura di Iwate ed arrivare alla carne Wagyu.

Insomma non ci sarà da perdere tempo, anzi non perdete tempo..iscrivetevi!

 

 

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(Cascina Cuccagna 1° Piano)

MILANO SAKE FESTIVAL – (Dalle 14:00 alle 24:00)
Dalle 14:00 al primo piano di Cascina Cuccagna troverete in esposizione e degustazione centinaia di etichette di sake, shochu e whiskey giapponesi da assaggiare e acquistare. Dalle 19:00 apre la terrazza col sushi bar e le creazioni di Bento e i dolci di MACHA e proseguono le degustazioni ai tavoli per una lunga “sake night”.

Ingresso, con incluse cinque consumazioni e un omaggio, previo pagamento quota associativa 2017 (€ 15) all’Associazione La Via del Sake*.

Chi è già in regola con la quota 2017 entra senza pagare, gli altri possono associarsi il giorno dell’evento portando un documento di identità valido. Per associarsi seguire questo link. I non associati possono aderire all’associazione il giorno stesso del festival presentandosi sabato 30 settembre con un documento e il costo della quota.

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(Cascina Cuccagna 1° Piano)

[09.00 – 18:00] CORSO BASE SUL SAKE con certificato @WSET Level 1 
Conduce il corso Giovanni Baldini, diplomato WSET® Level 3, managing director di Firenze Sake e certified educator. Sake offerto da FOODEX/TAKARA.
€ 160 a persona. Info e registrazioni entro il 25/9: https://laviadelsake.it/corsi/milano-1-ottobre-2017-corso-base-la-via-del-sake-wset-conoscere-il-sake/

[10:00 – 11:30] – MASTERCLASS –  “Nambu Toji: la scuola del sake di IWATE.”
Conduce il corso Marco Massarotto, Sake PR advisor della prefettura di IWATE e Sake Samurai 2016. Masterclass e degustazione gratuita dei sake di tre produttori presenti in aula offerta dalla Prefettura di Iwate – Massimo 25 posti.

eventbrite prenota adesso


[12:00 – 19:00]
SAKE SHOP. Scopri e acquista i migliori sake del Giappone. 

[12:00 – 12:45] – GUIDED TASTING  –  “Sake e cibo: guida all’abbinamento”
Conduce il corso Giovanna Coen, WSET® Level 3 e delegate regionale de La Via del Sake. Costo € 20 a persona – Massimo 25 posti.

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[13:00- 13:45 Sala Tasting] –  GUIDED TASTING -“Carne e sake.”
Degustazione in collaborazione con Consorzio del Prosciutto di Parma e Wagyu Company
Conduce il corso Lorenzo Ferraboschi di WAGYU COMPANY E SAKE COMPANY
Costo € 20 a persona – Massimo 25 posti.

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[14:00 – 14:45 Sala Tasting]  – GUIDED TASTING -“Formaggi e sake”
Conduce il corso Marco Massarotto, SAKE SAMURAI 2016
Costo € 20 a persona – Massimo 25 posti.

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[15:00 – 15:45] – GUIDED TASTING – “NIKKA WHISKY”
Conduce la masterclass Marco Callegari, Brand manager Nikka Whisky Italia. Fondata da Masataka Taketsuru, il padre fondatore del whisky giapponese, Nikka Whisky è uno dei più celebri e storici brand di whisky giapponese. Immergetevi nell’affascinante storia d’amore di Rita e Taketsuru, delle distillerie Miyagikyo e Yoichi e degli imbottigliamenti che hanno portato il whisky giapponese ad essere uno dei più amati e apprezzati dai whisky lovers di tutto il mondo.
Degustazione gratuita offerta da NIKKA WHISKY – Massimo 30 posti.

eventbrite prenota adesso

 

[16:00 – 16:45] – MASTERCLASS – “I WHISKY GIAPPONESI”
Conduce il corso Alessandro Coggi, japanese whisky expert e Marco Callegari, Brand Manager Velier. Il Giappone produce whisky dal 1920 ma solo dagli anni 2000 gli imbottigliamenti iniziano ad essere conosciuti in Europa. Ed è subito un successo. Premi, riconoscimenti e la nascita di nuove distillerie incoronano ben presto questa nazione come una delle più talentuose produttrici di whisky al mondo. Forse la migliore. Un’esclusiva masterclass sui whisky giapponesi con degustazione di rari ed esclusivi imbottigliamenti che ci porteranno a viaggiare per tutto il Giappone alla scoperta dei terroir del whisky Nipponico.

In degustazione: Nikka from the Barrel – Chichibu Mizunara wr – Mars Maltage Cosmo – Yoichi 10yo single malt – Imbottigliamento a sorpresa
Costo € 35 a persona – Massimo 30 posti.

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[17:00 – 17:45] –  MASTERCLASS – “Mixing sake & Shochu: una nuova via per l’aperitivo e i cocktail”
Assaggiamo 3 cocktail a base di sake e shochu e impariamo l’arte di mixare il sake con Gian Nicola Libardi, Sake Maestro 2017.
Costo € 35 a persona – Massimo 25 posti.

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[18:00 – 18:45] – GUIDED TASTING – “I sake invecchiati”
Degustiamo 4 annate di Fukumistuya “Momotose”: 5, 10, 20 e 30 anni di affinamento con 4 speciali abbinamenti a base di paté, formaggi e tartufo.
Costo € 35 a persona – Massimo 25 posti.

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[19:30 Salone centrale  e terrazzo]- COCKTAIL DI CHIUSURA offerto da GEKKEIKAN.

Si parla e ball con  “free sake” e musica. Evento gratuito, sino a riempimento sala.

N.B.: Per chi non fosse associato e non avesse partecipato iscrivendosi all’associazione sabato 30/9 occorrerà effettuare la sola registrazione all’associazione culturale LA VIA DEL SAKE domenica 1/10, il costo della quota annuale per chi non partecipa al Festival è infatti compreso nel costo delle singole degustazioni.

Sake…In…Firenze

Sake artigianali. Nuovi appuntamenti.

Sempre in movimento per raggiungere tutti coloro che ancora non hanno scoperto i nostri sake artigianali!

Sempre in movimento per presentarvi nuovi gusti del sake giapponese e nuovi abbinamenti!

Avrete l’occasione di scoprire alcuni tipici e autentici sake artigianali. E volete sapere che cosa c’è di speciale in questi incontri?… Sake come questi non li avete mai provati e sarà subito Amore.

Tre appuntamenti per raccontarvi ed assaggiare il sake giapponese.

14/05 Enoteca Luca

17/05 Kawaii – Borgo S.Frediano 8 rosso

25/05 Fusion Bar & Restaurant – Art Gallery Hotel  in God Save the Wine Event.

14/05. Festeggiamo il terzo anniversario di Ramen Girl!

Domenica 14 Maggio. Ore 19.00. Aperitivo con ricco buffet italo-giapponese. Enoteca  – Ramen Girl. Viale Talenti 144.  10 euro.

 

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Arimitsu Shuzo

17/05. Kawaii. Sake nei calici! Presentazione del sake della Prefettura di Kochi.

Mercoledì 17 Maggio. Ore 19.30. Aperitivo. Kawaii, Borgo S. Frediano 8 rosso. A consumazione.

Scopriremo insieme un Sake originario – appena arrivato! – dalla Prefettura di Kochi, nel Sud del Giappone, famosa per i suoi sake delicati e morbidi, eleganti e con i tipici sentori fruttati.

La produzione della cantina Arimitsu Brewery della Prefettura di Kochi si incentra sull’utilizzo di lieviti che danno ai suoi sake un vellutato sapore di frutta che va dai sentori di banana e melone fino al Lychee e uva fragola. Fantastici per aperitivi estivi e da dessert!

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Akitora Asahi Junmai Ginjo

 

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Akitora Junmai Daiginjo.

25/05.  God Save The Wine! Sake Wrestling!

Giovedì 25 Maggio!

Metteremo in scena un simbolico tenzone tra i nostri esclusivi sake artigianali ed i pregiati vini e champagne presenti in sala, chi ne uscirà vittorioso? A voi l’ardua sentenza!

Bevute e buffet stellati.

E’ (super) consigliata la prenotazione.

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I nostri sake in degustazione Horaisen Junmai Ginjo Wa  & Hakuryu Junmai Ginjo.

Sake artigianali al St.Regis Florence

“Sake giapponesi, veri, genuini e autentici accanto a eccelsi Champagne e nobili vini?

Si – può – fare!”

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I sake in degustazione (da sinistra): Tokubetsu Junmai Mesui no Kura; Maboroshi no taki Junmai Ginjo; Daiginjo Bi e Junmai Ginjo Wa.

E’ con questo pensiero che ci siamo affacciati  nella bellissima e barocca cornice del St.Regis Florence portando in degustazione due cantine tradizionali, la Mikunihare Shuzo e la Sekiya Brewery, espressioni di due territori, di due prefetture poste l’una all’apposto dell’altra: Toyama e Aichi.

A onor del vero,  abbiamo raccolto l’entusiasmo degli organizzatori di God Save the Wine  che hanno saputo riconoscere nei nostri sake artigianali un elemento di novità armonica o, se volete,  di coerente continuità rispetto alle produzioni selezionate per l’occasione.

In effetti, il lavoro degli organizzatori è stata una vera e propria ricerca per portare vicini alcuni prodotti altrimenti distanti, almeno nelle idee, dal pubblico presente in sala. Il risultato? Chi ha vissuto la serata si è lasciato sedurre dai vini piuttosto che dai sake e si è dimostrato curioso e attento. Chi ha vissuto l’evento lo ha fatto condividendo in modo consapevole e partecipe il leitmotiv che ha animato gli organizzatori (Riccardo Chiarini, Andrea Gori e Leonardo Tozzi) e che si potrebbe riassumere nell’intento di avvicinare la qualità, anzi , di costruire sulla Qualità un’esperienza da ricordare. Obiettivo riuscito.

Photo by M. Triarico.

Avanguardia Sake

E’ interessante.

E’ interessante, dicevo, osservare l’evoluzione delle emozioni nei volti di chi si avvicina per la prima volta ai nostri sake artigianali. Si assiste ad una sorta di morphing dal vivo. Come l’immagine che muta nel caleidoscopio al ruotarlo, così le facce dei pionieri che si avvicinano al sake artigianale.

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Pubblico alla Degustazione

Quando presentiamo i nostri sake artigianali come il frutto di una tradizione millenaria o come prodotti genuini e che mettono di buon umore, appunto presentiamo. Con parole e gesti. Sguardi sospetti ed obliqui si spandono e si diffondono come un silente e condiviso tam tam tra gli avventori di queste improbabili fiere di beneficenza. Sì perché in degustazione il sake viene offerto e quindi c’è già qualcosa che non quadra…se poi lo si offre e se ne decanta le virtù e le proprietà…allora l’inganno ci deve essere per forza!.. ed invece, il patto è ben più pacifico: vi si offre un buon sake artigianale a patto che poi si ceda almeno un frammento di ciò che si è provato. Trovandosi d’accordo su questo, è chiaro che il patto cela una speranza: il diffondere almeno un po’ di buon umore e nuove, delicate emozioni di gusto. Anche le critiche sono bene accette, per carità!, purché si sia consapevoli che davanti altro non abbiamo se non un piccolo avamposto dell’intero Universo del Sake Giapponese.

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Pubblico in Degustazione

Ed allora, arriva il momento dell’assaggio, della vera e propria degustazione, lenta, attenta. Ed ecco che – apriti cielo! – un guizzo appare negli occhi degli astanti. Un guizzo che è anche un ponte tra il primo – crediamo, legittimo – atteggiamento critico e scettico ad un momento di scoperta e sorpresa. Un ponte che è conoscenza di una nuova esperienza sensoriale. E’ questo ponte che rappresenta il viaggio tra chi arriva con le proprie convinzioni e chi se ne riparte arricchito di nuove considerazioni. E chi l’avrebbe mai detto? Mi sento spesso dire nei primi momenti in degustazione.

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Pubblico in Degustazione

Anche chi l’aveva già assaggiato e chi si dichiara indomito astemio facendo libero outing, quando si imbatte in questi sake artigianali, ritorna a considerare la veridicità della proprie posizioni. Ci sono quelli che si concentrano per cercare di capire dove sta l’inghippo e per ricordarsi dove diavolo l’avevano bevuto e perché erano stati indotti in errore da chi credevano amico. Ci sono quelli che divertiti ed entusiasti, per partito preso, ne chiedono ancora…ci sono quelli che nei calici giocano con gli aromi del sake come se fosse una madeleine…ci sono certo anche quelli che, fermi…immobili, osservano e, sebbene già ispirati da un certo e strano buon umore…, di sicuro non apprezzano il sake offerto…è no! a me il sake non piace! (Dove sta l’inghippo? Dove sta l’Inghippo?).

Realtà o narrazione che sia, finché non verrete ad una delle nostre degustazioni, non saprete….

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Il Sindaco di Firenze in degustazione

QUESTI I SAKE ARTIGIANALI DEGUSTATI:

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Maboroshi no taki Junmai Ginjo, Prefettura Toyama

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Shichihonyari Junmai Ginjo

 

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Akitora Junmai Ginjo, Prefettura di Kochi