#Save the Date…Sakè @Firenze

Nama Shiboritate

Degustare Sakè – 26 maggio ore 16,00-19,00.

Shiboritate ovvero appena pressato. Nama ovvero crudo, fresco e non pastorizzato. Per capire di che cosa stiamo parlando, sarà bene richiamare alla memoria la differenza che esiste tra l’olio di oliva appena franto e lo stesso olio a distanza di qualche mese. Fragranza intensa, ricchezza di carattere, complessità dei sapori, evoluzione dei sentori, sono solo alcuni dei tratti che vi colpiranno nella degustazione libera che faremo in Via Maggio 15 rosso il 26 maggio a partire dalle ore 16,00 fino alle 19,30. Presso la gioielleria quarant’otto. Dopo la degustazione come promozione di prodotti tipici giapponesi potrete acquistare un numero limitato di bottiglie. Chi vorrà potrà.

Arimitsu

Akitora Junmai e Junmai Ginjo

Cena etnica – 1 giugno ore 20,00.

Una tigre raminga si aggira nel Valdarno. Il 1 giugno troverete la cantina di Arimitsu in degustazione in occasione della cena organizzata presso Villa Il Palagio a Rignano sull’Arno. Sarà l’occasione per comprendere le potenzialità di un vero sake artigianale in abbinamento con squisite pietanze etniche preparate al momento.  Saranno i sake artigianali con i loro gusti a guidarvi nel mondo – questo sconosciuto – di una bevanda millenaria del Sol levante.

Wine & Food Summer Festival – 9 e 10 giugno.

L’accoppiata sake e prodotti tipici locali ha dato finora grandi risultati ed avvicinato un pubblico di tutto rispetto e quindi…Il 9 e 10 giugno saremo presenti al Wine & Food Summer Festival a Villa Caruso a Lastra Signa. Quando vi diciamo che il sake si può degustare pasteggiando oppure con formaggi freschi o stagionati piuttosto che con prosciutti e voi rimanete sorpresi…Ebbene quale miglior banco se non un tasting sul campo?! Un primo passo per unire i veri sake artigianali con i prodotti tipici toscani. Potrete gustare come mai avete fatto finora.

Tomita

Shichihonyari Junmai e Junmai Ginjo

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Natura in Sake

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Lago Santo

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Lago Santo

Troppo spesso nelle presentazioni dei Premium sake si trascura di sottolineare come siano  prodotti privi di conservanti, additivi, o (de)coloranti. Invero, quando si parla dei junmai, categoria che individua quattro tipi di sake, ci si riferisce a dei Premium sake che altro non contengono se non acqua, riso, riso koji e lieviti.

Consideriamo ora il fatto che, durante la coltivazione, il riso per il sake venga trattato per preservare il raccolto con un rapporto di 3 a 5 rispetto a quanto venga fatto per il riso da tavola. A ciò si aggiunga che il chicco di riso, nel ciclo di produzione del sake, viene raffinato nella fase preparatoria al ciclo di produzione e quindi alla fermentazione. Ed è in questa vera e propria raffinazione che il riso viene spogliato degli strati superficiali dove sono presenti proteine, lipidi ed eventuali residui di lavorazioni precedenti. Dopodichè viene lavato, ammollato e cotto a vapore. E’ chiaro quindi che bisogna intendersi sul concetto di biologico e se lo stesso basti riferirlo solo alla fase della coltivazione piuttosto che a quella della lavorazione. O ad entrambe. Ci riserviamo di approfondire in altra occasione con compiutezza di dati ed in sede più congeniale.

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Wa Nama Jukusei – Sake fresco non pastorizzato. Sekiya Brewery.

D’altro canto è senz’altro vero che, a partire  dalle ultime decadi del millennio scorso, si è assistito ad una crescita di sensibilità ed attenzione anche da parte dei produttori di sake rispetto alle risorse naturali coinvolte nel ciclo produttivo a cominciare proprio dall’elemento principale: il riso.

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Sanda Ichi Junmai – Okamura Shuzo.

Ricordo di essere stato ospite di un produttore di sake, il quale ci disse che quando aveva cominciato a produrre il sake -quarant’anni prima- la sua prima preoccupazione si era rivolta ai terreni dove veniva coltivato il riso e a fare in modo che tutto rimanesse all’interno di un equilibrio naturale. La sua ricerca lo portò a preparare lui stesso un concime a base di pesce, in modo tale da cedere al terreno tutti i nutrimenti di cui c’era bisogno per coltivare il riso da sake in modo del tutto naturale. “Mi ricordo le prime volte che utilizzavamo il nostro concime naturale…l’odore non era certo quello ci si aspettava di trovare nei campi… insomma non era certo profumo!!” e scoppiò a ridere e noi con lui.

wa nama jukusei

I nostri Premium Sake si distinguono anche per questa cura ed attenzione ai particolari: dal seme al chicco. E qui, il chicco di riso che arriva alla fermentazione se non è biologico, è di certo naturale.

E allora se natura chiama natura ecco che non potevamo esimerci dal portare con noi i Premium Sake ad incontrare la Natura Tosco-Emiliana. Dalle pianure  giapponesi agli Appennini italiani, su fino a 1991 metri di altezza.

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Sanda Ichi Junmai – Okamura Shuzo

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Sanda Ichi Junmai- Okamura shuzo