IL SAKE: UNA SCELTA PER RIPARTIRE?

Quando nel 2014 stavo andando a visitare una cantina di sake in un piccolo golfo della prefettura di Ishikawa, il mio amico giapponese che lavorava nella cantina e ci stava accompagnando con la sua macchina, mi mostro’ alcune foto sul suo cellullare. “Guarda – mi disse – queste sono le foto della cena di gala che abbiamo fatto il mese scorso in un hotel di lusso di Kanazawa. Il menu era studiato nei minimi particolari. Quella sera a cena avevamo centoventi ospiti, solo su invito: sake giapponese in abbinamento con la cucina italiana. E’ stato un successo” Nelle foto si vedevano i tavoli preparati per una cena elegante con i calici di cristallo pronti per accogliere i sake e le portate con una mise en place raffinata. Mi tornò in mente il mio allenatore di pallavolo quando ci diceva che i difensori della nazionale giapponese furono i primi a stare sottorete con le braccia alzate per abbreviare i tempi di risposta nel fare il muro. All’inizio le altre squadre li presero in giro, poi tutti ad imitarli finchè non è divenuta una regola acquisita…

Le statistiche sul sake indicano un trend costante e positivo.

Il sake giapponese in questi anni ha conosciuto una linea di sviluppo interessante come ci mostrano le statistiche internazionali. Anzi, a ben guardare, le statistiche descrivono l’entità di un fenomeno che non può essere sottovalutato: il sake giapponese sta conoscendo nell’export verso i paesi del sud est asiatico, Stati Uniti ed Europa un trend positivo da oltre dieci anni. Il sake giapponese – è evidente – sta vivendo un momento di crescita come non mai prima d’ora nella sua storia. Anche la qualità che esprime il sake oggi rappresenta un ottimo punto di partenza come l’espressione più alta di questo fermentato nella sua storia (e per il futuro il sake riserba ancora delle sorprese…). E’ quindi agevole affermare che il sake di sicuro costituisce la novità più interessante tra i fermentati, così come indica il consolidamento dei dati qui in lettura.

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SAKE GIAPPONESE: ISTRUZIONI PER L’USO. Articolo di S. MECOCCI

SAKE GIAPPONESE: TRA MISTERO E CONFUSIONE, COME PRESENTARLO?

Approfondimento

A cura di S. Mecocci

L’esperienza insegna.

Il sake giapponese è un qualcosa di cui sempre più spesso sentiamo parlare ed in cui ci imbattiamo. Ancora avvolto da un alone di mistero, è in grado di stregare e stupire chi decide di scoprirlo e conoscerlo. Ma andiamo con ordine.

Il sake ha iniziato a fare capolino nel belpaese nel momento in cui i ristoranti etnici che proponevano cucina cinese prima e giapponese poi, hanno iniziato a far sentire la loro presenza. Il pubblico, per la prima volta ha avuto modo di approcciarsi al sake, ma come lo ha conosciuto? Bisogna dire che c’è stata e continua ad esserci un po’ di confusione al riguardo: per alcuni è un distillato, per altri un liquore, per altri ancora una bevanda calda da fine pasto, quasi tutti ignorano la vera natura di questo prodotto dalle mille sfaccettature e dall’innata eleganza. Il sake è infatti un fermentato di riso. Nella mia esperienza, poi, ho notato che…

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SAKE E’ GLUTEN FREE ED E’ PERFETTO IN ABBINAMENTO. Approfondimento a cura di L.MONTANARI

 

Cosa significa sake?  Quali sono gli ingredienti? Quando e come si beve il sake ? E’ una bevanda tradizionale o contemporanea? Si beve freddo o caldo il sake?

Sake o Nihonshu?

Il termine “sake”, in giapponese, significherebbe bevanda alcolica in senso generico. Ovvero se in Giappone chiedo un sake e non sono in un posto o bar dove servono solo sake giapponese, ma anche altre bevande alcoliche tipo Whisky o birre, dovrò specificare che voglio un Nihonshu ovvero una bevanda alcolica giapponese. E’ sì perché il sake è la bevanda alcolica nazionale del Giappone! Il sake giapponese appartiene infatti alla tradizione nipponica da circa duemila anni. Gli ingredienti sono semplici e sono rimasti sempre quelli: il riso, l’acqua, il riso koji ed i lieviti. E i solfiti? Niente, nessun solfito e nessun conservante….…continua a leggere…

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COME ABBINARE IL SAKE. Approfondimento a cura di L. MONTANARI

Riceviamo e pubblichiamo un articolo di una giovane appassionata di sake che ci suggerisce un approccio personale per sorprendere i propri ospiti con abbinamenti con il sake semplici, facili e appetitosi.

Indovina chi viene a cena? A pranzo o all’aperitivo?

Il sake con il cibo è ancor oggi libero e aperto all’esplorazione. E questo è bellissimo! Voglio dire è già un punto a favore del sake! E se volessimo scoprire qualcosa di più? Che dire per esempio del sake e la dieta mediterranea? Il sake con abbinamenti nostrani, con le nostre succulenti e appetitose materie prime? Vediamo insieme. A pensarci bene il sake è una bevanda che nasce per accompagnare il cibo. Questo è poco , ma sicuro. E’ tanto….

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IL SAKE IN MISCELAZIONE. Approfondimento a cura di D. Cancellara

Pubblichiamo qui un articolo di Daniele Cancellara, Bar Manager del Rasputin di Firenze, dove ci racconta il suo incontro con il sake giapponese e la sua scoperta del sake in miscelazione. Daniele Cancellara ci illustra il suo percorso e il suo punto di vista pragmatico con professionalità e una spiccata lungimiranza.

Sake: una parola dalla mia infanzia

Sake: una parola che sin dalla mia infanzia, leggendo manga e guardando anime, mi è sempre sembrata familiare. Ma sapevo davvero cosa voleva dire quella parola? e a cosa si riferiva? Sicuramente era qualcosa di alcolico, ma non ne sapevo davvero nulla. …

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TOKYO BLUES

NOVITA’ NOVITA’ NOVITA’

Nuovo Sito in Arrivo.

Sempre aggiornati sul sake.

Il nuovo sito vuole essere un punto di  riferimento per la cultura del sake giapponese in Italia. Un OPEN SPACE dove offrire approfondimenti ed editoriali sulle novità sul sake giapponese.

Nuove sezioni per offrirvi le risposte che cercate! Non trovate la risposta alla vostra domanda? Avete perplessità o dubbi sul sake giapponese? SCRIVETECI: info@firenzesake.com Vi risponderemo con un articolo dedicato a voi!

Vi siete già iscritti alla nostra NEWSLETTER….Grandi Novità in arrivo!! 

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Vi presento la cantina Kazuma.

Lasciate che vi racconti una storia di vita che vi farà assumere una visione più ampia del sake giapponese. Dal 1890 la cantina Kazuma produce sake nella prefettura di Ishikawa nell’antico villaggio di Noto costruito in un piccolo golfo sul ricco e pescoso Mar del Giappone. Da secoli la cittadina di Noto con i suoi attuali sedicimila abitanti basa la sua economia sulla pesca e ricorda un borgo marinaro come ne esistono anche in Italia, in Liguria piuttosto che in Sicilia. Nel centro del golfo proprio dietro all’edificio del municipio di Noto, si trova la cantina in parte ricostruita negli anni ‘60…

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SAKE IN GOCCE: Nuova sezione sul sito.

Tomikichiro Tokuriki

Pensando di fare cosa gradita e utile…..

Da oggi ho attivato una nuova sezione sul sito per darvi consigli utili e pratici sul sake giapponese. Ti hanno regalato una bottiglia di sake e vuoi sapere come degustarla? Quando aprirla? E come conservarla? La sezione il “Sake in gocce” sarà dedicata ai primi passi nel mondo del sake e ai curiosi e  agli amatori che vorranno avvicinarsi a questo incredibile fermentato giapponese. Nel sito manterrò anche articoli per chi vuol approfondire la Storia, i metodi di produzione e gli stili del sake. Ebbene partiamo da qui e poi via via percorreremo insieme la via del sake. Se avete domande inviatele alla  mail: info@firenzesake.com. Vedrò di rispondervi in tempi brevi oppure vi darò la risposta sul sito.

Grazie davvero per la vostra continua attenzione e …Kanpai!!

 

E’ bene sapere che…

Come e dove conservare la vostra bottiglia di sake per  mantenerne intatta la qualità.

Se osserverete queste cinque semplici regole di comportamento, preserverete più a lungo la qualità del vostro sake.

  1. Conservate il sake al riparo dai raggi del sole e della luce artificiale diretta. Meglio se conservate al buio il sake. § Consiglio: Lasciatelo nella scatola con cui lo avete acquistato oppure procuratevi una scatola da vino che potrete riutilizzare. §§ Consiglio pratico: In mancanza può essere più semplice avvolgere la bottiglia nella carta.
  2. Conservate la bottiglia “in piedi”, in posizione verticale.
  3. Continua…

Tomikichiro Tokuriki

IL KOJI NEL SAKE.

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IL KOJI: CENNI STORICI.

Nel mondo del sake esiste un antico detto che sancisce in modo inequivocabile l’importanza del koji come momento imprescindibile: “Primo il koji, seconda la shubo, terzo il moromi”. Il sake giapponese non potrebbe esistere senza il koji: niente koji, nessun sake. In altre parole, in mancanza del koji non si arriverebbe ad innescare la fermentazione sia nella madre del sake (shubo) né tantomeno nella fermentazione principale (moromi). Il koji rappresenta quindi le fondamenta su cui poggia l’intero processo di produzione del sake giapponese.

continua…

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Le scoperte continuano: Amabuki Shuzo una cantina in fiore.

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AMABUKI SHUZO

La cantina Amabuki (anno di fondazione 1688) porta sulle spalle lunghi secoli passati a produrre il sake nella prefettura di Saga, nel sud del Giappone. L’ Amabuki Shuzo realizza oggi una rivoluzione pacifica nel mondo del sake partendo da una idea:  produrre il sake  dai lieviti dei fiori. L’idea è di quelle che appassiona e che suona come un ritorno alla bellezza della Natura. Il presidente della cantina, fervente studioso del mondo naturale e della natura del sake, ha deciso di cominciare a studiare e selezionare i lieviti dalle fioriture. “Ci vogliono anni di ricerca per arrivare a selezionare i lieviti dai fiori e talvolta scopriamo che non è possibile dopo diverso tempo. Anche questo tempo per noi fa parte dello scorrere naturale della vita.” I sake di Amabuki esprimono la poesia e l’eleganza del sake. In natura, si sa, vince la misura e l’equilibrio e Amabuki propone uno stile calmo e misurato nei suoi sake: un riflesso di petali in fioritura. Il sake diventa per Amabuki il frutto dei fiori.

Ambuki Gin no Kurenai

 

In prima assoluta per l’Italia vi presentiamo Amabuki Gin no Kurenai, un sake rosé dal colore rosa lucente. L’ Amabuki Gin no Kurenai è il frutto della combinazione di un riso nero antico utilizzato in versione integrale e dei lieviti di fiori di fragole e della Regina della Notte. Un bellissimo colore rosato ed un sapore leggermente sapido con sfumature di frutta tenue, compongono un sake impressionista. Un perfetto equilibrio tra la seduzione del colore e la femminilità del sapore. Una prima donna che ispira a cogliere l’eleganza dell’attimo. Un ottimo sake da servire fresco (8-10°C) come aperitivo prima dei pasti o con un pasto di classe.

Amabuki Gin no kurenai

L’ Amabuki Junmai Omachi è un sake delicatamente secco ottenuto dai lieviti dell’ameno fiore di Cosmea e dall’uso di un riso antico: l’Omachi. Questo riso, ricco di minerali e sapidità, è un tipo di riso originario del 1866 ed è specifico per la produzione del sake: qui la tradizione del sake (il riso) si coniuga con eleganza con l’idea innovativa di Amabuki (i lieviti dai fiori). L’Amabuki Junmai Omachi viene prodotto in inverno e maturato fino alla primavera, prima di essere imbottigliato con una suggestiva etichetta viola purpurea. Un sake dal finale corto accompagna carni bianche o pietanze leggermente speziate.

Amabuki Junmai Omachi

Abbiamo, infine conosciuto, l’Amabuki Yamahai Junmai al Salon du Sake dove ci aveva colpito per il suo tono delicato e per quel richiamo alla mandorla leggermente tostata che può caratterizzare la categoria Yamahai. Anche l’Amabuki Yamahai Junmai nasce dai lieviti di un fiore: la Calendula. Aroma gradevole e delicato, un gusto corposo e una freschezza croccante tipiche del metodo Yamahai. Il metodo di fermentazione Yamahai, amplifica con moderazione i sapori di frutta a guscio e cereali tostati. Maturato un anno in tank di acciaio per aumentarne la profondità, rimane comunque un sake adatto a tutti i palati che cercano una delicatezza croccante. Consigliato con risotti ai funghi, salmone teriyaki, carne alla griglia.

 

Amabuki Yamahai Junmai

 

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