Come si conserva il sake.

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Quanto dura una bottiglia di sake? Oramai questa sembra la domanda più ricorrente sia per i consumatori che per i ristoratori. Nella situazione ottimale, non plus ultra, il sake andrebbe mantenuto al freddo (5°C) in frigorifero, e al buio, meglio se nella sua scatola o avvolto in un giornale. In queste condizioni controllate, la bottiglia di sake può aspirare a conservarsi per un periodo tra i dodici ed i diciotto mesi rispetto alla data di imbottigliamento riportata sull’etichetta della bottiglia. Questo in linea di massima. Chiaro che poi bisogna valutare di volta in volta ogni tipo specifico di sake e la sua evoluzione in cantina. Il sake  pastorizzato, ad esempio, offre un certo margine che lo rende compatibile con una conservazione più agile, ed in questo non si distanzia molto dal vino. Certo più cura e attenzione vi si dedica, miglior risultato si ottiene.

Arimitsu

Akitora Junmai e Junmai Ginjo

The last but not the least la bottiglia di sake non ha bisogno di microssigenazione e del contatto con il tappo,  va mantenuta in verticale. Quindi in verticale, al buio e al freddo e ..bevuta, non conservata come un cimelio od un soprammobile raro. Oggi buoni sake si possono acquistare anche in Italia e anche a Firenze, non c’è bisogno di aspettare il prossimo viaggio in Giappone.

E invece quanto dura una bottiglia una volta aperta? Anche qui il margine varia sensibilmente a seconda del tipo di sake. In modo simile a quanto accade ad una bottiglia di vino, il sake comincia a respirare e quindi lentamente a mutare a contatto con l’aria. La risposta didattica riporta ad un periodo di due settimane. Ed è in effetti la risposta onnicomprensiva purché mantenuto in frigorifero e, possibilmente, al buio. Il sake , comunque, anche oltre questo periodo non va a male, solo che risulterà via via scomposto,  sbilanciato o allentato nei suoi aromi e gusti, insomma dimentico delle sue origini.

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Hakuryu Jnumai Daiginjo, Junmai e Tokubetsu Junmai

A onor del vero, entrambe le domande alludono ad una difficoltà che va risolta in via pregiudiziale. E la risposta è duplice se vista dal consumatore neofita o da chi opera nel settore della ristorazione. 

Dal punto di vista del neofita, la preoccupazione su quanto possa durare una bottiglia di sake sottointende al fatto che il sake venga relegato o al fine pasto o ad una portata singola con l’alta probabilità che più della metà della bottiglia rimanga a futura memoria. Ed invece potremo costruirci un’architettura sul sake dall’aperitivo fino alla frutta! Il sake a tavola crea armonia ed una situazione sorprendente per gli astanti che, se abbiamo fatto bene le nostre ricerche negli abbinamenti carne/pesce/formaggi, saranno ben lieti di non far vedere l’alba al sake prescelto. Con buona pace e soddisfazione di tutti i presenti, sake incluso.

Menuok

Se, invece, la domanda su quanto si mantiene il sake è sollevata dai ristoratori, forse sarebbe il caso di fare un passo indietro e parlare di formazione del personale. Che il sake in sala vada proposto e vada suggerito e consigliato, è cosa scontata. Su come vada proposto, suggerito e consigliato non è tanto scontato in quanto prevede una conoscenza che spesso è ancora carente o latente. Peccato. Che grande occasione persa per i ristoratori e per gli operatori di sala! Quello che per gli operatori di sala potrebbe rappresentare un momento di libertà di stile e di regia nei confronti di clienti  viene sottovalutato ed il sake rimane in frigo o peggio sullo scaffale. E’ innegabile che attraverso una adeguata proposta del sake nel menu il ristorante guadagna terreno in fatto di stile oltre a riprendere le redini della propria autonomia e creatività. In Italia negli ultimi anni abbiamo assistito ad una sempre maggiore diffusione di competenze sul vino, una volta relegate solo agli addetti, ad opera di associazioni di settore che hanno promosso questa formazione ricevendone un buon feedback da utenti che decenni prima mai si sarebbero avvicinati al vino da questo punto di vista “attivo”. Quante volte al ristorante si presentano clienti che già conoscono le peculiarità del vino proposto nel menu? E allora perché non proporre un’offerta di sake nel modo giusto ovvero come esperienza alternativa per i clienti abituali o come esperienza di ampio respiro per i clienti nuovi? E’ chiaro che una qualche obiezione potrebbe essere sollevata dai clienti a meno che l’operatore di sala non mostri una sua competenza e suggerisca un senso di novità e scoperta nei confronti del sake. Ed è quest’ultimo il passaggio vincente. Vincerebbe cioè in questa visione un principio di affidamento da parte del cliente nei confronti dell’operatore di sala. Affidamento in cui dovrebbe entrare in gioco una professionalità dell’operatore di sala che, unico competente sul sake, tornerebbe così ad essere protagonista e guida, costruendo quella relazione umana che precede ed è humus essenziale per creare un’atmosfera positiva intorno al cibo oltre che uno stile unico del ristorante. Il sake potrebbe rappresentare un’opportunità di autentico contatto e comunicazione tra l’operatore di sala ed il suo ospite, ma anche un momento di vera scoperta per quest’ultimo. Attraverso il sake si porta in tavola l’estremo oriente, la storia globale, i ricordi di un viaggio, le suggestioni di umami e le tradizioni locali. Attraverso il sake si valorizzano le materie prime italiane che ben si abbinano con questo fermentato. Attraverso il sake, infine, si potrebbe fondare un rapporto umano ed un buon ricordo che è importante creare intorno all’esperienza che si vive nei ristoranti. Il sake può ben aspirare ad essere un buon alleato di chi opera in sala laddove supportato dalla voglia di sorprendere e di voler comunicare oltre che dalla  curiosità di acquisire una competenza  nuova in uno dei corsi oggi disponibili anche in Italia. WSET docet.

SAKE ARTIGIANALI E CORSO WSET: NUOVE DATE. NOVEMBRE IN SAKE!

Vi siete persi gli appuntamenti di Ottobre con il sake a Firenze?

Volete approfondire la vostra conoscenza sui sake artigianali?

Curiosi di degustare sake artigianali sempre diversi? Piccole produzioni familiari …

A voi la scelta.

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Il prossimo weekend parteciperemo alla Biennale enogastronomica di Firenze. Anche quest’anno, infatti, con il supporto della Prefettura di Kyoto e del Kyoto Club di Firenze, avrete l’occasione di conoscere due cantine che abbiamo selezionato per rappresentare e potervi illustrare le produzioni tipiche di quella regione. Domenica 18 novembre alle ore 18, Giovanni Baldini illustrerà le differenze tra i diversi sake e le tipicità della produzione di Kyoto.

Tutti i giorni dal 16 al 19 al DESK 3 con apertura pomeridiana. Qui il programma.

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Dal 23 al 25 saremo presenti al Festival Giapponese organizzato da LAILAC e giunto alla sua ventesima edizione. Oramai una formula rodata e ad alto livello di densità di appuntamenti in cui amplieremo gli orizzonti facendovi toccare con mano e degustare il vero sake giapponese. Porteremo la nostra selezione con possibilità di acquisto ed assaggio. Sabato 24, alle 13.30 e domenica 25, alle 17.00, Giovanni Baldini vi porterà nel mondo del sake artigianale svelandovi i segreti ed aneddoti di un mondo tutto da scoprire. Qui il programma.

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[Firenze, 3 dicembre 2018] Corso base La Via del Sake / WSET®: “CONOSCERE IL SAKE”

Corso Base La Via del Sake / WSET® con certificato “Level 1 Award in Sake” – Il migliore corso base sul sake.

Il corso è aperto a tutte le persone maggiorenni di età ed è rivolto ad appassionati e a chi vuole una conoscenza introduttiva sul sake e le sue classificazioni, le tecniche di produzione, la degustazione.

Obiettivi del corso

Obiettivo 1: indicare gli ingredienti del sake e i vari passaggi della produzione.

Obiettivo 2: conoscere le principali categorie di sake e saperne spiegare le caratteristiche e le differenze.

Obiettivo 3: conoscere e comprendere i principi di base di conservazione e servizio del sake.

Oltre agli obiettivi teorici verranno condotte da 3 a 5 degustazioni secondo il metodo SAT™ (Systematic Approach to tasting) brevettato dal WSET® in versione semplificata (la versione integrale è oggetto di studio per i corsi avanzati.

Il corso di 1 giornata sarà, indicativamente, così diviso:

  • cenni sulla storia e le origini del sake (30’)
  • cenni sugli ingredienti (30’)
  • le tipologie di sake e le differenze (30’)
  • Degustazione blind guidata (20’)
  • gli aromi del sake e gli abbinamenti (30’)
  • le principali fasi della produzione (90’)
  • Degustazione blind guidata (20’)
  • break (45′)
  • cenni sull’acquisto, la conservazione (30’)
  • i principali termini tecnici e gli ideogrammi di base per leggere l’etichetta (30’)
  • cenni di presentazione e servizio (30’)
  • Degustazione blind guidata (20’)
  • Pausa e ripasso individuale (30′)
  • Esame (45’)

Il “Level 1 Award in Sake” vi aprirà l porte del mondo del sake, dandovi tutte le conoscenze di base necessarie per scegliere un sake, abbinarlo e presentarlo. È propedeutico, ma non necessario per il corso avanzato (Certificato “Level 3 Award in Sake”). È adatto ad amatori che vogliano studiare la materia o a professionisti che vogliano avvicinarcisi.

Cosa si ottiene

  • materiali di studio originali WSET®
  • formazione di base sul Sake (tipologie, produzione, servizio, degustazione)
  • il Certificato Level 1 Award in Sake del WSET® per chi supera l’esame
  • la spilla WSET® per chi supera l’esame
  • un diritto di sconto non trasferibile del 15% su uno dei prossimi 2 corsi avanzati LVDS/WSET® (certificato “Level 3 Award in Sake”)

Durata, costi, luogo e date.

Firenze, lunedì 26 marzo 2018 dalle ore 09:00 alle ore 18:00 Max 15 posti presso APAB, Palazzo Antinori Borgo Santa Croce 6 50122 Firenze

Durata: 1 giorno (8 ore incluso esame). Lezione in italiano, materiali ed esame in italiano e inglese.

Costo 160€ a persona comprensivo di materiali di studio, corso in aula, esame, certificato e spilla per chi passa l’esame. (L’iscrizione dà diritto a uno sconto del 15% per chi intenda poi partecipare a un corso avanzato.)

Termini e condizioni.

La Via del Sake adotta una serie policy riguardo pari opportunità e diritto di accesso alla formazione, potete scaricarle  questo link: LVDS_WSET_Policies_per_iscrizione

Eventuali annullamenti prevedono il rimborso del 70% della quota versata se entro 30 giorni prima della data alternativamente non saranno rimborsabili. In caso di impossibilitò dimostrata da certificati medici o assicurativi si potrà venir spostati in altra data.

PAGA CON BONIFICO BANCARIO

PER CONFERMARE LA PARTECIPAZIONE VERSARE LA QUOTA (160€)CON BONIFICO SUL CONTO: 02109/1000/00018428 INTESTATO A La Via Del Sake  BANCA INTESA SAN PAOLO IBAN:  IT37 N030 6909 4651 0000 0018 428 BIC/SWIFT BCITITMM  CON CAUSALE: “CORSO WSET BASE FIRENZE 12/2018″.

QUI IL LINK UTILE PER L’ISCRIZIONE.

 

 

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